TREDICI

TREDICI
di Chiara Tommasi
Domenica 19 Agosto 2018

Tredici, o meglio dodici più uno, è il numero del ritorno. La tredicesima ora è il
ricominciare, la rinascita, l’inizio di un ciclo nuovo, ma ignoto. Tredici era il numero
‘magico’ nel Totocalcio, mentre nei tarocchi indica l’incertezza, l’esitazione, o la fine
per poi cambiare, un rinnovamento quindi. Nell’Ultima Cena, questo numero
rappresenta l’amore eterno e incondizionato di Gesù (uno) per i suoi apostoli
(dodici).
Dodici più una, saranno anche le ‘presenze’ nella performance diretta da Chiara
Tommasi, che si svolgerà sulle rive della Riserva Naturale del Lago di Vico.
Tra canneti e alberi, accadrà qualcosa che vi lasceremo scoprire in quelle poche ore
in cui il sole comincia a tramontare. In un piccolo capanno di avvistamento, dove si
pratica birdwatching, si svolgerà un gioco di spie. Guardare, senza essere visti,
qualcosa o qualcuno che non si conosce, un po’ come nel grande fratello in cui
viviamo tutti i giorni attraverso i social network.
La grande rete negli ultimi dieci anni, ci ha catapultato in un enorme acquario dove
siamo tutti indistintamente pesci, di varie specie si, ma sempre pesci.
Ci mostriamo per come siamo? O ci mettiamo addosso delle maschere per essere
diversi, seducenti, vincenti? Perché noi sappiamo di essere spiati da altre maschere,
alcune delle quali non parlano non interagiscono mai. Sanno tutto di noi, o almeno
quello che noi vogliamo far conoscere loro, ma ci guardano da fuori, in silenzio.
O forse, come nel romanzo di Haruki Murakami ‘La fine del mondo e il paese delle
meraviglie’, viviamo in due storie parallele: il mondo reale, la vita off-line, ed il
mondo irreale, la vita on-line. Nell’irreale siamo senza la nostra ombra e senza
sentimenti, mentre i custodi della nostra memoria e del nostro cuore sono gli
Unicorni. Meraviglioso e leggendario l’Unicorno, il cavallo bianco con in testa un

unico grande corno, è simbolo di umiltà, purezza e nobiltà. Ora da mito della storia e
della letteratura è passato ad essere un mito in internet e di vendite. Rimanendo
sempre al passo con i tempi è diventato un’icona di stile o forse di trash, un brand.
Ma è comunque quel simbolo, che probabilmente ci riporta tutti alla nostra infanzia,
ai racconti e alle fiabe dove lui scorazzava per darci quell’illusione del sogno e della
felicità. E’ l’allegoria del nostro immaginario e, sapendo che l’Unicorno non esiste, la
frase più bella ce l’ha regalata Umberto Eco:
‘…che delusione, dissi. Mi sarebbe piaciuto incontrarne uno attraversando un bosco.
Altrimenti che piacere c’è ad attraversare un bosco?’
Le maschere, il travestimento, il voyeurismo, la censura, sono i temi in questo lavoro
di Chiara Tommasi, la quale cercherà di far partecipare il pubblico in maniera
privilegiata (i visitatori potranno entrare a vedere uno alla volta), creando un
rapporto diretto ed unico con l’artista e la sua opera.

Con la partecipazione di Elise Blue.

A cura di Serena Achilli
Algoritmo Festival